giovedì 5 novembre 2009

Il vincitore - Cortometraggio (Come vincere un lavoro al Gratta e Vinci)


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Cerchi lavoro? Prova con un Gratta e Vinci.
Quando la realtà supera la fantasia!!!

Il Vincitore è un cortometraggio co-scritto e diretto da Davide Labanti e prodotto dall’associazione Amaro Teatro di Bologna.

Ambientato in un futuro prossimo, in cui gli abitanti sono tutti precari in tuta bianca che lavorano come oggetti, il film è una metafora della nostra società in cui tutto è diventato spettacolo e gioco, compreso il lavoro.

Quello che non si capisce è se il cortometraggio si è ispirato ai celebri fatti di cronaca di questi giorni, o è la realtà che ha preso spunto dal corto?

Infatti nella società immaginata dall'autore al "Gratta e Vinci" in palio c'è un vero contratto di lavoro, proprio come è successo in alcuni supermercati del nord-est Italia, in cui il montepremi del concorso era composto di 10 posti di lavoro oltre che dei classici buoni spesa.

Esperienza che ritroviamo anche in Sardegna, come ci racconta l'Unità.

In palio 4 posti di lavoro al mese, per un anno: 48 in tutto. Come cassiere, commesso, magazziniere, addetto al banco gastronomia, o anche negli uffici interni del Cs&D, questo si valuterà poi, a seconda delle esigenze e delle opportunità. Il regolamento è semplice: si entra in uno dei supermercati di cui sopra, si fa una spesa per un minimo di 30 euro, si ha in cambio una cartolina da compilare e imbucare in un’apposita urna (con 60 euro di spesa cartoline e possibilità raddoppiano, con 90 triplicano, e così via), che ogni fine mese verrà aperta alla presenza di un notaio per estrarne i quattro vincitori. A loro (o a chi loro segnaleranno, unico vincolo è l’età, 32 anni al massimo) verrà stipulato un «contratto di inserimento», settore commercio, a tempo determinato per 12 mesi. Un primo passo verso il mitico posto fisso.


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mercoledì 23 settembre 2009

Agenda rossa - Manifestazione a Roma il 26 settembre 2009


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Questa manifestazione è la continuazione ideale di quella che abbiamo fatto il 20 luglio davanti al palazzo di Giustizia di Palermo in sostegno di quei magistrati che, a rischio della propria vita, stanno combattendo per arrivare alla Verità sulle stragi del '92 e del '93. Non dobbiamo dare tregua agli assassini ed ai loro complici. Dovremo esserci tutti, quelli che abbiamo scalato sotto il sole le rampe che portano al Castello Utveggio portando un pezzo di Paolo dentro il nostro cuore, tutti quelli che eravamo in via D'Amelio quando all'ora della strage per un interminabile minuto si sono sentiti solo i battiti dei nostri cuori, tutti quelli che abbiamo percorso le vie di Palermo che ci portavano alla Magione levando in alto le nostre agende rosse e tutti quelli che abbiamo gridato la nostra rabbia e la nostra voglia di Verità davanti al palazzo di Giustizia.

E ci saranno tanti altri ancora, tutti quelli che in tante piazze d'Italia hanno urlato insieme a noi la nostra sete di Verità e di Giustizia, e avremo ancora in mano la nostra agenda rossa, un'agenda rossa che ora fa paura a tutti. Mobilitiamoci tutti, ognuno di noi si impegni a far venire quante altre persone può, in una catena che non deve avere fine. Adesso hanno paura e si stanno muovendo, cominciano a muovere le loro pedine, Rutelli, Violante, il PG di Caltanissetta Barcellona, noi dobbiamo agire più rapidamente di loro, impedire che fermino Sergio Lari, Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, non lasciamoli soli, impediamo che chiudano la bocca a Massimo Ciancimino, che si muova il CSM, facciamogli capire che dovranno passare sui nostri corpi, che dopo 17 anni non ci lasceremo strappare ancora una volta la verità. Il nostro grido di RRRESISTENZAAAAA deve essere un urlo nelle loro orecchie, un urlo gridato da vicino, sotto le finestre di quei palazzi in cui sono in tanti a sapere ed ad avere occultato la verità. Il 19 luglio in via D'Amelio abbiamo fatto scoccare la scintilla, ora è necessario l'incendio.

Salvatore Borsellino


Via d'Amelio come strage di Stato
Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


« Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo. »

(Lirio Abbate, Peter Gomez)


Nell'introduzione del libro L'agenda rossa di Paolo Borsellino Marco Travaglio scrive:
« Oggi, quindici anni dopo, non è cambiato nulla. L’impressione è che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano d’accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis. Per sempre. L’agenda rossa è la scatola nera della Seconda Repubblica. Grazie a questo libro cominciamo a capire qualcosa anche noi »

(Marco Travaglio)


Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, parla esplicitamente di "strage di Stato":

« Perché quello che è stato fatto è proprio cercare di fare passare l’assassinio di Paolo e di quei ragazzi che sono morti in via D’Amelio come una strage di mafia. [...] Hanno messo in galera un po’ di persone - tra l’altro condannate per altri motivi e per altre stragi - e in questa maniera ritengono di avere messo una pietra tombale sull’argomento. Devo dire che purtroppo una buona parte dell’opinione pubblica, cioè quella parte che assume le proprie informazioni semplicemente dai canali di massa - televisione e giornali - è caduta in questa chiamiamola “trappola” [...] Quello che noi invece cerchiamo in tutti i modi di far capire alla gente [...] è che questa è una strage di stato, nient’altro che una strage di stato. E vogliamo far capire anche che esiste un disegno ben preciso che non fa andare avanti certe indagini, non fa andare avanti questi processi, che mira a coprire di oblio agli occhi dell’opinione pubblica questa verità, una verità tragica perché mina i fondamenti di questa nostra repubblica. Oggi questa nostra seconda repubblica è una diretta conseguenza delle stragi del ‘92 »

(Salvatore Borsellino)

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lunedì 21 settembre 2009

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo - Intervento al IV convegno dell'Italia dei Valori a Vasto il 19 settembre 2009


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Gli attacchi di Berlusconi ai giudici - PARTE 1/3


Intervento di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, al convegno dell'Italia dei Valori a Vasto.

Borsellino, in uno sfogo che commuove ma che soprattutto infonde la speranza di un cambiamento e la voglia di adoperarsi per questo cambiamento, ha parlato della famosa Agenda Rossa del fratello Paolo, misteriosamente scomparsa, degli attacchi e delle delegittimazioni di Berlusconi nei confronti della magistratura, degli elogi di Berlusconi al pluriomicida mafioso Vittorio Mangano, definito dal nostro presidente del Consiglio un "eroe", della necessità di ribellarsi a questa società che offre un futuro a chi fa la escort e di spazzare via Berlusconi.

Da brividi la forza con cui Salvatore, alla fine dell'intervento grida: "Resistenza! Resistenza! Resistenza!".

"Meglio morire che sentire proclamare Mangano eroe"
PARTE 2/3




"Dobbiamo spazzare via quell'uomo malato e criminale"
PARTE 3/3




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sabato 19 settembre 2009

ScaricaBile 20 - il miglior PDF degli ultimi 150 anni


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Da quanto tempo eh? Direi da un bel po' di respingimenti in mare.
ScaricaBile ha passato le sue vacanze nel tentativo di rispondere alle dieci domande di Repubblica e quando finalmente sembrava avercela fatta, ha lasciato perdere per dedicarsi al sudoku.
Vorrei presentarvi degnamente questo numero ma taccio per cortesia istituzionale.
scaricabile.blogspot.com


Che dire? Scaricatelo...

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lunedì 14 settembre 2009

15 MOSSE PER USCIRE DALLA CRISI di SBILANCIAMOCI!


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Le propongono a Cernobbio 200 rappresentanti della società civile riuniti nel contro-forum di Sbilanciamoci!

5 principi per un nuovo modello di sviluppo. "Il modello di sviluppo proposto da Sbilanciamoci! - ha spiegato Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci! - si regge su un ruolo più incisivo dell'intervento pubblico, sul principio della sostenibilità ambientale e la qualità sociale dell'economia; rimette al centro il lavoro, le persone e i loro diritti sociali; propone un ripensamento del sistema dei consumi, si fonda sul principio della cooperazione."

5 politiche concrete da attuare subito. Secondo Sbilanciamoci! occorre ripensare le politiche del lavoro e allargare lo spettro di applicazione degli ammortizzatori sociali; promuovere un piano nazionale di piccole opere ambientali e sociali; rafforzare le politiche di welfare con l'apertura di servizi stabili (5000 asili, 1000 strutture per disabili e anziani) e avviare nuove politiche di sostegno alle imprese; sostenere il potere di acquisto con l'introduzione della quattordicesima per i pensionati sotto i 1000 euro lordi restituire il fiscal drag ai lavoratori dipendenti, reintrodurre il reddito minimo di inserimento per i disoccupati.

5 modi per trovare le risorse. Se si vuole, le risorse si trovano. Ad esempio con la lotta all'evasione fiscale e con politiche fiscali più eque: portando al 23% la tassazione sulle rendite e aumentando l'imposizione fiscale al 45% per i redditi oltre i 70mila euro e al 49% sopra i 200mila euro e introducendo una tassa patrimoniale sui grandi patrimoni. Altre risorse potrebbero provenire dalla riduzione delle spese militari, rinunciando al programma delle grandi opere e introducendo l'uso di Open Office nella pubblica amministrazione.

Scarica il documento con le nostre 15 proposte per uscire dalla crisi (da www.sbilanciamoci.org)

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