mercoledì 30 dicembre 2009

Ora tocca a te, iscriviti al Movimento a 5 stelle


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Il motto: "Resistere, resistere, resistere" appartiene al passato. Ora bisogna: "Costruire, costruire, costruire". Oggi nasce il MoVimento 5 Stelle, qualunque cittadino italiano non iscritto a un partito può farne parte. Può iscriversi on line gratuitamente. Chi si iscrive riceverà una password, fare parte di una rete sociale, potrà discutere e modificare il Programma, proporre e eleggere i propri candidati, lanciare iniziative sulla Rete e off line. Ognuno conta uno.

Abbiamo resistito abbastanza. In questi anni, a furia di resistere, ci hanno gonfiato come dei palloni. Le foto di ieri di Napolitano che brinda con Schifani con lo spumantino, prima e seconda carica del Paese, sono l'immagine di decenni di resistenza passiva. La fotografia di un popolo che ha abdicato a sé stesso. Il Parlamento "compresso" descritto da Morfeo è una barzelletta, uno zimbello, una bambola gonfiabile usata, un esercito di signor nessuno, impiegati, amanti, mogli, servi. Il Parlamento non è compresso, il Parlamento non esiste. Non c'era la preferenza alle elezioni politiche, il cittadino ha messo una croce sotto il simbolo di un partito. I parlamentari sono stati scelti in base alla fedeltà e alla fedina penale. Con il popolo italiano non c'entrano nulla. Il Parlamento è incostituzionale, se non cambierà la legge elettorale, qualunque Parlamento sarà incostituzionale, in mano a una decina di persone che "nominano" chi pare a loro. Si parla di riforma della Giustizia che interessa solo a un soggetto, ma non di una nuova legge elettorale che interessa a tutti i cittadini.

Il Paese non può rimanere ostaggio dei partiti. Con la preferenza questi andrebbero tutti a casa, chi voterebbe La Torre, D'Alema, Fassino e sua moglie Serafini, Gasparri, Bonaiuti o Cicchitto? Il MoVimento 5 Stelle è partito dal basso, dalla Rete, dalle piazze. Siamo stati chiamati populisti, qualunquisti, demagoghi, ma siamo stati gli unici a presentare un programma con obiettivi precisi. Abbiamo eletto consiglieri delle Liste Civiche 5 Stelle in molte città di provincia senza un soldo di finanziamento pubblico e con tutti i media contro, da Scalfari a Belpietro, due facce di una stessa medaglia. Il MoVimento ha eletto Luigi de Magistris, primo deputato per voti in tutta Europa, e Sonia Alfano. Ha una propria Carta: il "Non Statuto", scritto per un MoVimento centrato sulla Rete, senza sovrastrutture di rappresentanza, senza capi bastone, senza signori delle tessere. Ognuno conta uno!

Il MoVimento parteciperà alle Regionali in Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte. I candidati sono ragazzi incensurati, professionisti, onesti, preparati, con la faccia pulita. Uno solo di loro può cambiare un intero Consiglio Regionale. Lottano per il loro e il vostro futuro. Loro e voi contro le mummie che tengono in pugno il Paese. Iscrivetevi, vi sentirete subito meglio. E' come mettersi l'elmetto. Loro non si arrenderanno ma (ma gli conviene?). Noi neppure.


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MoVimento 5 Stelle

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mercoledì 23 dicembre 2009

Libera Rete in libero Stato


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23 dicembre 2009, tutti in silenzio e sdraiati a terra in piazza del Popolo (Roma)
dalle ore 17 alle 19 - organizzato da Diritto alla Rete e Istituto per le Politiche dell'Innovazione

Libera Rete in libero Stato

Internet è una piazza libera. Una sterminata piazza in cui milioni di persone si parlano, si confrontano e crescono. Internet è libertà: luogo aperto del futuro, della comunicazione orizzontale, della biodiversità culturale e dell’innovazione economica.
Noi non accettiamo che gli spazi di pluralismo e di libertà in Italia siano ristretti anziché allargati.
Non lo accettiamo perché crediamo che in una società libera l’apertura agli altri e alle opinioni di tutti sia un valore assoluto.
Non lo accettiamo perché siamo disposti a pagare per questo valore assoluto anche il prezzo delle opinioni più ripugnanti.
Non lo accettiamo perché un Paese governato da un tycoon della televisione ha più bisogno degli altri di una Rete libera e forte.
Non lo accettiamo perché Internet è un diritto umano.
Libera Rete in libero Stato.

ENGLISH
Free Internet in a free Country
Free Internet in a free Italy
The internet is a free space.
It is an endless place in which millions communicate, exchange ideas and grow.

The internet is freedom: it is the open space of the future, of horizontal communication, cultural diversity and economic innovation.

We cannot accept that pluralism and freedom in Italy be limited instead of broadened.
We cannot accept it because we believe that, in a free society, openess to others and to their ideas is a value of absolute importance.
We cannot accept it and are prepared to listen to the most repugnant of views.

We cannot accept it because Italy, a country ruled by a television tycoon, needs more than other nations the counterweight of a free and strong Network.
We cannot accept it because the internet is a human right.
Free Internet in a free Country
Free Internet in a free Italy

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lunedì 30 novembre 2009

No Berlusconi Day


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Il comitato “No Berlusconi Day”, nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indice per il prossimo 5 dicembre, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

APPELLO
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.

Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

Per aderire alla manifestazione, comunicare o proporre iniziative locali e nazionali di sostegno o contattare il comitato potete visitare il sito:

http://www.noberlusconiday.org


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giovedì 5 novembre 2009

Il vincitore - Cortometraggio (Come vincere un lavoro al Gratta e Vinci)


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Cerchi lavoro? Prova con un Gratta e Vinci.
Quando la realtà supera la fantasia!!!

Il Vincitore è un cortometraggio co-scritto e diretto da Davide Labanti e prodotto dall’associazione Amaro Teatro di Bologna.

Ambientato in un futuro prossimo, in cui gli abitanti sono tutti precari in tuta bianca che lavorano come oggetti, il film è una metafora della nostra società in cui tutto è diventato spettacolo e gioco, compreso il lavoro.

Quello che non si capisce è se il cortometraggio si è ispirato ai celebri fatti di cronaca di questi giorni, o è la realtà che ha preso spunto dal corto?

Infatti nella società immaginata dall'autore al "Gratta e Vinci" in palio c'è un vero contratto di lavoro, proprio come è successo in alcuni supermercati del nord-est Italia, in cui il montepremi del concorso era composto di 10 posti di lavoro oltre che dei classici buoni spesa.

Esperienza che ritroviamo anche in Sardegna, come ci racconta l'Unità.

In palio 4 posti di lavoro al mese, per un anno: 48 in tutto. Come cassiere, commesso, magazziniere, addetto al banco gastronomia, o anche negli uffici interni del Cs&D, questo si valuterà poi, a seconda delle esigenze e delle opportunità. Il regolamento è semplice: si entra in uno dei supermercati di cui sopra, si fa una spesa per un minimo di 30 euro, si ha in cambio una cartolina da compilare e imbucare in un’apposita urna (con 60 euro di spesa cartoline e possibilità raddoppiano, con 90 triplicano, e così via), che ogni fine mese verrà aperta alla presenza di un notaio per estrarne i quattro vincitori. A loro (o a chi loro segnaleranno, unico vincolo è l’età, 32 anni al massimo) verrà stipulato un «contratto di inserimento», settore commercio, a tempo determinato per 12 mesi. Un primo passo verso il mitico posto fisso.


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mercoledì 23 settembre 2009

Agenda rossa - Manifestazione a Roma il 26 settembre 2009


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Questa manifestazione è la continuazione ideale di quella che abbiamo fatto il 20 luglio davanti al palazzo di Giustizia di Palermo in sostegno di quei magistrati che, a rischio della propria vita, stanno combattendo per arrivare alla Verità sulle stragi del '92 e del '93. Non dobbiamo dare tregua agli assassini ed ai loro complici. Dovremo esserci tutti, quelli che abbiamo scalato sotto il sole le rampe che portano al Castello Utveggio portando un pezzo di Paolo dentro il nostro cuore, tutti quelli che eravamo in via D'Amelio quando all'ora della strage per un interminabile minuto si sono sentiti solo i battiti dei nostri cuori, tutti quelli che abbiamo percorso le vie di Palermo che ci portavano alla Magione levando in alto le nostre agende rosse e tutti quelli che abbiamo gridato la nostra rabbia e la nostra voglia di Verità davanti al palazzo di Giustizia.

E ci saranno tanti altri ancora, tutti quelli che in tante piazze d'Italia hanno urlato insieme a noi la nostra sete di Verità e di Giustizia, e avremo ancora in mano la nostra agenda rossa, un'agenda rossa che ora fa paura a tutti. Mobilitiamoci tutti, ognuno di noi si impegni a far venire quante altre persone può, in una catena che non deve avere fine. Adesso hanno paura e si stanno muovendo, cominciano a muovere le loro pedine, Rutelli, Violante, il PG di Caltanissetta Barcellona, noi dobbiamo agire più rapidamente di loro, impedire che fermino Sergio Lari, Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, non lasciamoli soli, impediamo che chiudano la bocca a Massimo Ciancimino, che si muova il CSM, facciamogli capire che dovranno passare sui nostri corpi, che dopo 17 anni non ci lasceremo strappare ancora una volta la verità. Il nostro grido di RRRESISTENZAAAAA deve essere un urlo nelle loro orecchie, un urlo gridato da vicino, sotto le finestre di quei palazzi in cui sono in tanti a sapere ed ad avere occultato la verità. Il 19 luglio in via D'Amelio abbiamo fatto scoccare la scintilla, ora è necessario l'incendio.

Salvatore Borsellino


Via d'Amelio come strage di Stato
Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


« Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo. »

(Lirio Abbate, Peter Gomez)


Nell'introduzione del libro L'agenda rossa di Paolo Borsellino Marco Travaglio scrive:
« Oggi, quindici anni dopo, non è cambiato nulla. L’impressione è che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano d’accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis. Per sempre. L’agenda rossa è la scatola nera della Seconda Repubblica. Grazie a questo libro cominciamo a capire qualcosa anche noi »

(Marco Travaglio)


Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, parla esplicitamente di "strage di Stato":

« Perché quello che è stato fatto è proprio cercare di fare passare l’assassinio di Paolo e di quei ragazzi che sono morti in via D’Amelio come una strage di mafia. [...] Hanno messo in galera un po’ di persone - tra l’altro condannate per altri motivi e per altre stragi - e in questa maniera ritengono di avere messo una pietra tombale sull’argomento. Devo dire che purtroppo una buona parte dell’opinione pubblica, cioè quella parte che assume le proprie informazioni semplicemente dai canali di massa - televisione e giornali - è caduta in questa chiamiamola “trappola” [...] Quello che noi invece cerchiamo in tutti i modi di far capire alla gente [...] è che questa è una strage di stato, nient’altro che una strage di stato. E vogliamo far capire anche che esiste un disegno ben preciso che non fa andare avanti certe indagini, non fa andare avanti questi processi, che mira a coprire di oblio agli occhi dell’opinione pubblica questa verità, una verità tragica perché mina i fondamenti di questa nostra repubblica. Oggi questa nostra seconda repubblica è una diretta conseguenza delle stragi del ‘92 »

(Salvatore Borsellino)

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